...come dice il buon Alex (meravigliosissimo Eugene Hutz) del delizioso film di Liev Schreiber (e, immagino, l'Alex del romanzo di Jonathan Safran Foer, ma questo l'ho appena iniziato), il nostro passato non muore nei ricordi, ma vive, illumina le cose. Il nostro Alex si riferisce a un passato storico, ma io penso che anche il passato recente e personale illumini le cose che ci circondano, ci piaccia o no. E se il mio passato abbastanza recente ha visto una serie di comportamenti poco sensibili da parte mia, il mio passato molto recente ha visto la nemesi storica (con interessi salati) delle mie colpe. Se penso a cosa sono stati i miei ultimi quattro mesi, l'immagine che mi viene in mente per descriverli è quella di un tir che mi investe. Poi il tir passa, io sono malconcia, ma viva, forse mi posso rialzare...ed ecco che ritorna il tir in retromarcia. Insomma, caro Livio, hai spezzato un cuore che era appena appena stato rattoppato con lo scotch.
Naturalmente potrei scriverti queste cose in una lettera privata, invece di sputtanarti pubblicamente in rete. Oppure, ancora più perfida, potrei sputtanarti in rete e poi mandarti una mail con il link a questo post. Ti sentiresti un verme, vero? E proprio per questo sto lottando con la tentazione di farlo, perché non voglio cadere nella trappola della vendetta. L'idea mi tenta, ma voglio uscire da questa storia con la coscienza a posto. Quindi lascerò che tu ignori (anche se magari te le immagini) la mia rabbia e la mia sofferenza.
Negli ultimi mesi ho perso quasi tutto quello che avevo: il mio compagno, le mie certezze, le mie speranze per il futuro, i miei animali, la mia casa. Quest'ultima resterà a te, illuminata del nostro passato insieme: chissà se continuerai a vedere questa luce, o se dopo un po' non la noterai più? Mi sono rimaste solo due cose. La prima sono i miei amici - ecco, il lato buono della faccenda, oltre al fatto che non mi sentirò più ingiustamente e impietosamente giudicata dai tuoi genitori, è che ho scoperto di avere degli amici veri che mi vogliono bene. La seconda è la mia integrità, non in senso morale (non posso certo dirmi una persona "integerrima"!), ma in senso esistenziale. Ho creduto più di una volta che sarei diventata una pazza squilibrata, e, come sai, ci sono andata molto vicina. Ancora adesso ci sono momenti in cui vorrei impazzire per riuscire a sopportare il dolore. Ma in complesso credo che riuscirò a mantenere il mio equilibrio. Mi hai spezzato il cuore (due volte) ma non mi hai uccisa. Vivrò bene anche senza di te.
(a questo proposito, permettimi di togliermi un sassolino dalla scarpa: sai, ora sono una zitella che non se la piglia nessuno, eppure non mi sento un cesso privo di attrattiva. Com'è che quando stavo con te mi sentivo così?)